Progetto Icaro

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SCENEGGIATURA, la sceneggiatura di "Icaro"
view post Posted on 13/7/2009, 16:51Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 23/7/2009, 12:17


Progetto audiovisivo in animazione 3D: tesi di Gideval Fabbris e Lorenzo Gestri
Soggetto e Sceneggiatura: Fabio Mattia
SCENEGGIATURA
“Icaro”

SCENA 1 – SPAZIO – (LUCE NEUTRA)
Si vede lo spazio con il suo manto ricoperto di stelle. Ci avviciniamo a un pianeta che orbita solitario. Continuiamo ad avvicinarci velocemente fino ad arrivare all’interno della sua atmosfera, verso la sua superficie. Si vede una distesa verde nel mezzo della quale si erge una grande città fatta a livelli dove quelli superiori sono di molto alzati rispetto al suolo. Continuiamo ad avvicinarci fino ad arrivare in una piazza al suo interno, nei livelli superiori.

SCENA 2 – ESTERNO PIAZZA CITTA’ – ALBA
Una sagoma umanoide, in controluce rispetto al sole che filtra fra le cime di due palazzi. Si sposta e ne vediamo i tratti: scopriamo che si tratta di un essere biomeccanico (Icaro), a metà fra uomo e macchina, che si sta muovendo per la piazza.
In un dettaglio sul suo corpo si vede una scritta e un logo: “Icaro 123110” e lo stemma che raffigura una specie di farfalla raffigurata in wireframe (o come robot).
Icaro contempla la piazza. Attorno ad essa si vedono alzarsi gli ultimi piani lucenti dei palazzi. Si possono notare le aree di verde che s’incastrano alla perfezione con la struttura ipertecnologica della città. Si vedono altre figure umanoidi, del tutto simili a Icaro, che sono sedute su alcune panchine, ferme in piedi, o che camminano lentamente.
Icaro osserva questi suoi simili. Sofferma lo sguardo su un soggetto del tutto simile a lui che pare accorgersi del suo sguardo e si volta a sua volta a fissare Icaro. I volti non lasciano trasparire alcuna emozione evidente. Icaro si volta e si incammina verso l’esterno della piazza.

SCENA 3 – ESTERNO STRADE CITTA’ - GIORNO
(sequenza di varie inquadrature che offrono diversi scorci della città, in modo da mostrare com’è fatta e le sue caratteristiche)
Si alternano inquadrature dove si vede inquadrato Icaro ad altre dove non si vede, come se fosse la sua soggettiva che osserva il mondo circostante.
Icaro cammina attraverso le vie dei livelli superiori della città, di tanto in tanto incrocia alcuni suoi simili, coi quali scambia sguardi indecifrabili nella loro apparente inespressività mimica.

SCENA 4 – ESTERNO MURA DI CONFINE CITTA’ – GIORNO
Icaro raggiunge il perimetro esterno della città. Si trova sul bordo delle alte “mura” di metallo dalle quali può contemplare, verso l’interno la città, verso l’esterno l’orizzonte. Osserva oltre le mura il panorama e si vede stagliarsi davanti al suo sguardo una distesa immensa di verde, una natura boscosa apparentemente incontaminata che si estende fino alla linea confusa dell’orizzonte.
Icaro osserva in quella direzione, verso la linea sfocata dell’orizzonte. Poi si volta verso l’interno della città, ne osserva i palazzi lucenti, le sue strutture tecnologiche, alcune sagome dei suoi simili che si muovono.
Icaro si volta di nuovo a guardare verso l’orizzonte.

SCENA 5 – ESTERNO FRONTE MURA CITTA’ – GIORNO
Icaro è al di fuori del perimetro delle mura della città. Essa si innalza alle sue spalle, mentre di fronte si trova la distesa boscosa della natura. Icaro si incammina all’interno della foresta.

SCENA 6 – ESTERNO FORESTA - GIORNO
(sequenza di varie inquadrature che mostrano il viaggio di Icaro attraverso la distesa di natura boscosa)
Icaro attraversa la foresta, alternando spazi chiusi dalle cime degli alberi a tratti aperti dove si vede il cielo limpido e qualche distesa di prato. I tratti aperti offrono scorci che consentono di vedere la sagoma della città che si fa sempre più piccola alle spalle di Icaro che avanza lasciandosela alle spalle.

SCENA 7 – ESTERNO COLLINA ROCCIOSA – TRAMONTO
Icaro avanza e la foresta si dirada lasciando spazio a una collina rocciosa che gli si para davanti. Icaro sale sulla sua cima e si volta a guardare indietro la strada che ha percorso. Si vede la distesa di foresta che ha attraversato e in fondo, sulla linea dell’orizzonte, si distingue la sagoma sfocata della città dalla quale è partito. Si capisce che si trova sull’orizzonte che osservava da là.
Icaro si volta di nuovo, dando le spalle alla distesa boscosa, per vedere il nuovo panorama che ha di fronte. Oltre la collina rocciosa si apre una distesa desertica dove non c’è traccia di natura, ma solo di rovine diradate di antiche strutture.
Icaro guarda avanti a sé e in fondo sulla linea dell’orizzonte si distingue una nuova sagoma di città. Icaro muove la testa verso l’alto, come illuminato da una speranza, e si incammina in quella direzione scendendo dalla collina.

SCENA 8 – ESTERNO DISTESA DESERTICA – TRAMONTO/NOTTE
(sequenza di varie inquadrature che mostrano il viaggio di Icaro attraverso la distesa desertica verso le rovine della metropoli che vede all’orizzonte)
Icaro avanza per queste terre desolate. Si vedono i resti di una civiltà scomparsa, che ricordano in tutto la civiltà umana. Resti di case e di palazzi, di vetture e negozi, di strade e ponti. L’atmosfera è postatomica.
A mano a mano che avanza questi resti si fanno sempre più numerosi, si capisce che sta attraversando quelle che erano aree urbane che si intensificavano più ci si avvicinava alla metropoli.
La metropoli diventa una sagoma sempre più distinta in lontananza di fronte a Icaro. Si riconoscono sempre più le strutture ammassate dei grattacieli e dei palazzi e delle strade sopraelevate. Si vede che è un agglomerato urbano strozzato dalle sue stesse strutture.
Il sole tramonta definitivamente e si fa una notte, illuminata dal forte chiarore degli astri celesti (come se ci fosse una grande e limpida luna piena), quando Icaro raggiunge le “porte” della metropoli che vedeva all’orizzonte dalla collina rocciosa.

SCENA 9 – ESTERNO METROPOLI DISTRUTTA – NOTTE
(sequenza di inquadrature di Icaro che si addentra nei resti della metropoli)
Icaro avanza per le strade della città. Tutto è distrutto e abbandonato, non c’è segno di vita. Gli enormi grattacieli, le immense strade che si innalzano in grovigli di ponti e sopraelevate, gli ammassi di scheletri di metallo, raccontano quella che è stata l’epopea di una iper-urbanizzazione che ha soffocato la civiltà che abitava questi luoghi. Si vedono i resti di insegne e negozi.
Si ferma di fronte a un grande manifesto usurato dal tempo che mostra una bella ragazza sorridente con un corpo dotato di braccia e gambe bioniche che pubblicizza l’azienda “ButterflyTech” (con il logo della farfalla che è uguale a quello che Icaro ha sul suo corpo). Lo slogan recita “Vola verso il futuro” (da tradurre in inglese).
Icaro fissa il grande manifesto e riconosce il logo. Lo osserva e guarda quello stampato sul proprio corpo. Si avvicina al manifesto e quando è a una certa distanza si accende un ologramma che compare di fronte a lui e mostra una mappa tridimensionale che indica la sede della ButterflyTech, che è sita nel centro della città. L’ologramma si muove con delle distorsioni e dei disturbi, i suoni e le voci sono alterate, segni di uno strumento che si riattiva dopo un tempo molto lungo.
Icaro fissa l’ologramma che ripete in loop le sue indicazioni. Si volta e cammina al centro di una grande strada a 8 corsie, diretto verso il centro della città.

SCENA 10 – ESTERNO CENTRO DELLA METROPOLI – NOTTE
Icaro arriva all’interno di una enorme area circolare che è il centro della città. A far da perimetro a questo centro una serie di alti palazzi collegati da passerelle e strade sopraelevate che si intrecciano in alto a quest’area circolare.
Icaro avanza in questo centro, si guarda attorno, osserva i palazzi in cerca della sede della ButterflyTech. Sulla struttura decadente di un imponente grattacielo si vede svettare un enorme logo di una farfalla (wireframe o robot stilizzato) con la scritta “ButterflyTech” e sotto lo slogan “Vola verso il futuro”.
Icaro raggiunge l’ingresso dell’edificio ed entra da quelle che un tempo dovevano essere porte a vetri.

SCENA 11 – INTERNO SEDE BUTTERFLYTECH – NOTTE
(sequenza di inquadrature di Icaro che percorre le ampie aree dell’edificio)
Gli interni sono illuminati dalla forte illuminazione che proviene dagli astri celesti. C’è ampio gioco di luci e ombre dato dalla quantità di oggetti e strutture dell’edificio.
Icaro attraversa una grande hall. La struttura interna è circolare. Si vedono ascensori tutt’attorno e rampe di scale che collegano tutti i livelli/piani dell’edificio.
Icaro sale lungo le scale.
Icaro passa attraverso un’area uffici. Si vedono scrivanie e sedie abbandonate. Si vedono i resti di un’attività cessata da molto tempo. Carte, oggetti, computer, qualche giacca o cappotto appesi o posati su qualche superficie. Dei piccoli canestri da ufficio, qualche piccola palla da basket. Si vedono svettare portafoto con immagini umane.
Icaro si avvicina a una scrivania e contempla quelle immagini fotografiche che mostrano la civiltà umana ormai scomparsa. Icaro le osserva con tristezza inespressiva.
Icaro è su una passerella sospesa che collega come un ponte due aree differenti di uno stesso livello dell’edificio. Sotto di lui di svariati piani, la grande hall d’accoglienza. In alto osserva una grande cupola di vetro, cima dell’edificio, che si apre sul cielo ammantato di stelle. Si vedono 4 passerelle che si uniscono al centro di una piattaforma circolare che è l’ultimo livello dell’edificio, proprio sotto la cupola. Da qui si vede solo il fondo della passerella e della piattaforma. Icaro osserva quel punto e si muove per raggiungerlo.

SCENA 12 – INTERNO SEDE BUTTERFLYTECH / ULTIMO LIVELLO – NOTTE
Icaro raggiunge una delle 4 passerelle che portano a quell’ultima piattaforma circolare sotto la grande cupola che da’ sullo spazio decorato da un’infinità di astri luminosi. La luce rischiara la piattaforma al centro della quale c’è un piedistallo centrale su cui è posto un sostegno, una sorta di cavalletto di metallo, che sostiene qualcosa che non si distingue ancora.
Icaro attraversa la passerella e giunge sulla piattaforma. Si avvicina al piedistallo e la luce gli porta alla vista un’opera d’arte chiusa all’interno di una teca di vetro sostenuta dal cavalletto di metallo.
Icaro è rapito dall’opera che raffigura la Torre di Babele che si erge al di sopra della città (Babele appunto).
Icaro resta a fissarla Immobile. Alle sue spalle le stelle si muovono rapidamente, a far capire che la notte sta trascorrendo mentre lui fissa l’opera, fino a quando il chiarore dell’alba spazzola via le stelle dal cielo. Il cambio di luce fa sì che nel vetro l’immagine riflessa di Icaro si sovrapponga a quella dell’opera, si riflettono anche le ultime stelle del cielo. Icaro allora pare ridestarsi dalla sua estasi e si muove inarcandosi all’indietro, quasi come se fosse spaventato dalla sua stessa immagine. Alza lo sguardo alla volta della cupola e contempla le stelle che vanno a scomparire nella luce del giorno.

SCENA 13 – ESTERNO CENTRO DELLA METROPOLI – ALBA
Il chiarore del primo giorno non fa altro che evidenziare la decadenza delle strutture della metropoli. Gli spettri notturni sono ora scheletri diurni.
Icaro si muove attraverso la piazza, lasciandosi alle spalle il grande edificio della ButterflyTech.
Cammina in direzione opposta da dove è arrivato, proseguendo oltre la piazza. La testa è un po’ china, come se fosse immerso nei pensieri o semplicemente desolato.

SCENA 14 – ESTERNO METROPOLI DISTRUTTA – ALBA
(breve sequenza di inquadrature)
Icaro attraversa le vie, uscendo dal complesso metropolitano e trovandosi di fronte ad un’area periferica desertica, simile a quella da cui è giunto.

SCENA 15 – ESTERNO DISTESA DESERTICA - GIORNO
Icaro prosegue fra le rovine dell’area urbana periferica, lungo una strada. Alle sue spalle la metropoli distrutta comincia a essere una immagine in lontananza.
Per terra Icaro è attratto da un oggetto che luccica ai raggi del sole.
Si avvicina e trova quella che è una piccola bambola robot. Raffigura un essere umanoide simile a Icaro, però dai tratti ancora maggiormente umani, in particolare il volto (simile alla ragazza del manifesto pubblicitario della FlyTech). Sulle spalle di questa bambola ci sono due ampie ali bianche. E’ la bambola di un angelo robot.
Icaro la raccoglie e la porta con sé.

SCENA 16 – ESTERNO DISTESA DESERTICA – GIORNO
Icaro cammina in una distesa desertica. Solo qualche edificio in rovina distinguibile qua e là.

SCENA 17 – ESTERNO COLLINA ROCCIOSA – GIORNO
Icaro raggiunge un nuovo promontorio roccioso che si innalza sul terreno.
Ne raggiunge la cima. Di fronte a lui si apre il panorama di una distesa di natura incontaminata dove sulla linea dell’orizzonte si distingue il luccichio della sagoma sfocata della sua città di origine. Si volta alle sue spalle e sull’orizzonte opposto, sulla linea sfocata dell’orizzonte, si intravede la sagoma scura della metropoli in rovina.
Icaro volta un paio di volte lo sguardo da una parte e dall’altra. Infine si incammina discendendo il promontorio in direzione della sua città d’origine.

SCENA 18 – ESTERNO FORESTA – GIORNO/TRAMONTO
(breve sequenza di inquadrature)
Icaro attraversa la distesa boscosa verso la sua città. Giunge alle mura luccicanti della sua città che è il tramonto.

SCENA 19 – ESTERNO MURA DI CONFINE CITTA’ – TRAMONTO/NOTTE
Icaro è sul punto più alto delle mura esterne della città. Osserva il tramonto del sole oltre le sagome dei palazzi tecnologici e lucenti. Gli astri del cielo cominciano ad accendere i loro bagliori e a disegnare le loro forme.
In qualche strada si vedono le sagome di alcuni simili di Icaro che si muovono, solitarie.
Icaro ha in mano la bambola angelo-robot. La osserva poi alza lo sguardo al cosmo tinto da bagliori sempre più forti degli astri che lo popolano.
Il sole compie il suo tramonto e la notte prende posto al giorno. Illuminato dagli astri, Icaro abbassa lo sguardo e volta la bambola a mostrare le sue ali.
La città si illumina di migliaia di luci artificiali che fanno concorrenza alle stelle disegnando una costellazione artificiale.
Icaro visualizza l’immagine dell’opera d’arte vista all’interno del grattacielo della ButterflyTech

SCENA 20 – INTERNO LABORATORIO – LUCE ARTIFICIALE BIANCA
Una sala bianca. Un ripiano bianco. Nulla attorno. Una forte luce bianca, artificiale. Icaro di fronte al piano di lavoro su cui si vedono i pezzi che vanno a comporre la riconoscibile forma di un paio di ali biomeccaniche.
La bambola è posata a lato del ripiano, seduta come a osservare il lavoro di Icaro.

SCENA 21 – ESTERNO MURA DI CONFINE CITTA’ – NOTTE/ALBA
Icaro è sul punto più alto delle mura. Sulle sue spalle si vedono due grandi ali biomeccaniche, le stesse che stava costruendo nel laboratorio. Sono innestate nel suo corpo. In mano regge ancora la bambola. Guarda verso la città, ancora illuminata dalle sue migliaia di luci artificiali.
Il cielo stellato comincia a schiarirsi nella luce diurna che annuncia l’alba imminente.
Icaro osserva la sua città.
Un primo raggio di luce filtra dall’orizzonte e in un istante le luci della città si spengono.
Icaro alza lo sguardo al cielo, contempla le stelle e gli astri. Abbassa di nuovo lo sguardo alla bambola. La posa con delicatezza. Poi di nuovo torna a contemplare la sua città.
Icaro si abbassa leggermente, come a prendere la spinta, poi si innalza in volo sbattendo le ali.

SCENA 22 – SPAZIO
Icaro vola velocemente verso l’alto, lasciandosi alle spalle la sagoma della città. Raggiunge gli strati dell’atmosfera e li oltrepassa. Il pianeta comincia a diventare visibile nella sua interezza alle spalle di Icaro che sembra ostinatamente non volersi voltare. Icaro vola definitivamente nello spazio, al di là dell’atmosfera del pianeta.
Quando il pianeta comincia a diventare sempre più piccolo, si vedono dei cedimenti nella struttura fisica di Icaro. Si formano delle crepe e si aprono ferite nelle parti biomeccaniche dalle quali fuoriesce del liquido che ricorda il sangue.
Icaro si arresta e si volta per la prima volta a contemplare il suo pianeta, piccolo ormai in lontananza. Si volta poi verso lo spazio stellato infinito che ha di fronte. Poi di nuovo verso il pianeta. Sembra indeciso, combattuto. Visualizza di nuovo l’opera d’arte che ha visto, e dopo un ultimo sguardo al pianeta, si volta definitivamente e riprende il volo verso l’infinito.
Sul volto di Icaro, sotto a quello che è uno dei suoi occhi, si apre un altro taglio da cui fuoriesce un liquido che è una lacrima di sangue.
Icaro prosegue il volo, allontanandosi.
Si vede qualche frammento del corpo di Icaro che si stacca per galleggiare nel vuoto, mentre la sua sagoma alata scompare nello spazio cosmico.

FINE
 
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